Il sole 24 Ore Finanza e Mercati

La polizza va fatta su misura- Vita, finanza e previdenza: evitare i prodotti troppo complicati...

Lo shock dalla sentenza Otc- Il ministero condannato dopo 27 anni dal fallimento di Sgarlata...

Fondi con le carte in regola- Costi controllati, ventaglio d'offerta e tipo di gestione i punti chiave...

Il tasso deve essere a zero sorprese- Sulle assicurazioni collegate meglio arrivare con un preventivo...

«Nessuna retromarcia sugli Etf»- «Un'attività che alcune Sgr italiane hanno messo in atto con la capogruppo. I presìdi regolamentari vanno rafforzati su altri prodotti simili...

Un confronto ad armi pari sul risparmio- Le domande-chiave che vanno poste quando ci si rivolge a banche e consulenti ...

Le domande indispensabili per capire ciò che si compra- L'alto interesse del conto può essere legato a vincoli, da chiarire ...

Wall Street a ridosso dei 13mila punti. Borse deboli, spread in area 350- A gennaio le vendite di case esistenti negli Stati Uniti sono salite del 4,3%, meglio dell'1,1% atteso. L'indice manifatturiero Pmi di febbraio sull'area euro scende a sorpresa sotto i 50 punti. La Germania raccoglie 4,8% miliardi con titoli biennali allo 0,25%. A Piazza Affari corrono Banca Mps, Fiat e Generali - ubs lancia bond per 2 miliardi dollari ...

L'agenzia Fitch taglia il rating della Grecia da CCC a C: bancarotta «probabile a breve termine»- L'Agenzia di rating declassa ancora il Paese nonostante l'accordo di salvataggio dell'Europa. Atene ha siglato la Convenzione Ocse contro l'evasione fiscale. Mentre il governo sta verificando la possibilità di posticipare le elezioni parlamentari previste per il prossimo aprile - se uno stato non è più sovrano (di carlo bastasin) - english...

Ubs lancia emissione di bond per 2 miliardi di dollari- Le obbligazioni hanno una scadenza di 10 anni, un'opzione di rimborso anticipata al quinto anno e una cedola del 7,25 per cento...

Effetto-Grecia sui conti di Mediobanca. Nel primo semestre utili a -76%. Bene retail e private banking- Sui conti del primo semestre dell'esercizio 2011-12 (al 30 dicembre scorso) pesano svalutazioni per 269 milioni di euro. Tra le rettifiche di valore, 114 milioni riguardano titoli greci, il cui valore scende al 30% del nominale, 55 milioni la quota in Rcs (valore d'uso 1,23 per azione) e 34 milioni la partecipazione in Delmi...

Mps vola in Borsa in attesa dei nuovi soci- Il rischio di un aumento di capitale si allontana. Sotto la spinta degli ordini di acquisto (in poche ora è passato di mano circa il 3% del capitale), il titolo di Banca Mps ha vissuto...

Volano le azioni di Alibaba. Il milionario Jack Ma punta a Yahoo?- A spingere il titolo (che nell'ultimo hanno si è deprezzato del 42%) è l'offerta della casa madre Alibaba holding, controllata dal milionario Jack Ma, per l'acquisto del restate 27% di azioni proprie...

Liberalizzazioni, sconti sull'Rc auto con palloncino per tasso alcolemico a bordo- In arrivo un giro di vite sulle fondazioni bancarie. Inserita nel provvedimento la norma sull'assunzione dei magistrati vincitori di concorso espunta dal Milleproroghe per inammissibilità...

Cade lo spread, Dow Jones a quota 13mila- Il differenziale BTp-Bund scende a 346 dopo l'accordo su Atene. Borse europee fredde. Il tasso dei Buoni a due anni cala al 2,8% contro il 7,5% di novembre. Quello dei decennali si colloca al 5,4% - Forte domanda per i bond Efsf...
Il sole 24 Ore Economia e Lavoro

La corsa per i Suv di Lamborghini, Bentley e Maserati- Tutti a caccia di nuovi clienti in Cina con le maxi-car. Lamborghini prepara con un nuovo Suv ripresentando la nuova versione del Super Rambo Vying. E anche Bentley e Maserati puntano...

Progetti salva-imprese e fondi per il rilancio- Dalla Regione 110 milioni allo sviluppo ma resta il peso del «credit crunch» che ha vanificato lo scatto del 2010-2011...

Monti, la crisi energetica e alimentare è più grave di quella economica- Il premier ha sottolineato che «stiamo mettendo una pressione insostenibile sulle risorse naturali mentre continua ad esistere il problema della fame: un mondo così è ingiusto e di conseguenza anche instabile»...

Peugeot e Opel, voci di fusione per i due colossi dell'auto- General Motors e Peugeot sono in trattative avanzate per un'alleanza in base alla quale i due gruppi unirebbero le forze per costruire auto e componenti in Europa - Approfondimenti ...

Cloud computing, l'Italia è sesta al mondo come ambiente favorevole alla nuvola informatica- Sicurezza, interoperabilità, libero commercio. L'Italia del cloud computing è in sesta posizione nel mondo e terza in Europa, all'interno di una classifica guidata dal Giappone: a...

Ecco le buste paga dei 10 politici più pagati al mondo- Secondo una classifica elaborata da Investopedia e rilanciata da Business Insider il politico più pagato è il Lee Hsien Loong, dal 2004 primo ministro di Singapore. Nel 2010 ha ricevuto un compenso di oltre 2 milioni di dollari...

Lieve rallentamento dell'inflazione in gennaio (3,2%) ma volano i prezzi dei carburanti- Ben superiori al tasso di inflazione, invece, i rincari del cosiddetto carrello della spesa (cioè i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dagli italiani, dal cibo ai carburanti) - Ecco le auto che consumano meno ...

È gara tra Bill Gates e Hillary Clinton per la presidenza della Banca mondiale- La Banca Mondiale cerca un nuovo presidente, dopo che Robert Zoellick ha rinunciato a chiedere un secondo mandato. E il successore potrebbe essere Bill Gates, secondo quanto riferisce...

Hard Rock Cafe suonerà anche a Milano- Il ceo Dodds: «L'investimento lombardo si aggira tra 6 e 10 milioni di dollari Lo staff sarebbe di un centinaio di impiegati» ...

Verso una moratoria doppia- Un incontro informale al ministero dello Sviluppo economico. È quello che si è tenuto ieri mattina fra tra il ministro Corrado Passera, il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari e il...

Il Forte corteggia i magnati russi Immobili alle stelle- Le quotazioni delle ville di lusso possono superare i 20mila euro al mq e non ci sono liste d'attesa...

Già azzerata la ripresina del 2011- Le previsioni del Pil nel 2012 tornano negative dopo un biennio contrassegnato da una modesta crescita...

Renzi-Rossi, due vie diverse per crescere- Dalla liberalizzazione degli orari dei negozi al futuro dello scalo fiorentino il governatore toscano e il sindaco di Firenze hanno strategie opposte...

Storia e tradizione non bastano più. Il territorio cerca nuovi modelli- Una settimana fa eravamo nella terra del gran lombardo: l'ingegner Gadda. Arriviamo in Toscana accompagnati dalla rilettura del libro "Le virtù civiche delle regioni italiane"...

Le scienze di Pisa, Firenze e Siena: isole nella corrente- La tanto attesa integrazione tra i tre grandi poli della ricerca non è ancora diventata realtà...
Soldi Blog

La Rai ritratta: niente canone per i pc delle aziende- Il polverone alzatosi dopo la diffusione della notizia che la Rai pretendeva da aziende e professionisti il pagamento del Canone speciale da 200,91 euro è servito a qualcosa. Le migliaia di lettere inviate ai titolari di partita iva e alle imprese sostenevano che “per mettersi in regola” si sarebbe dovuto procedere all’immediato versamento della cifra relativa all’abbonamento 2012 anche se in sede non si aveva a disposizione nemmeno un televisore. In teoria bastava un personale computer, un tablet o qualsiasi altro apparecchio in grado potenzialmente di ricevere in streaming le trasmissioni Rai. La protesta è stata talmente feroce e talmente decisa che il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha avuto un incontro con la Rai per mettere in chiaro la questione: il risultato è un comunicato stampa di Viale Mazzini che è più di un dietrofront, si sostiene addirittura che il tutto sarebbe un equivoco: “Il pagamento del canone non è richiesto per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone, ma solo nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage)”. Peccato che le lettere, dal fare decisamente intimidatorio, inviate e ricevute dagli interessati dicessero l’esatto contrario definendo come soggetto al pagamento “chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dall’ambito famigliare, compresi i pc collegati in rete” e ricordava che l’inserimento del numero dell’abbonamento era divenuto obbligatorio in dichiarazione dei redditi. La storia finisce qui? Foto | © TM News La Rai ritratta: niente canone per i pc delle aziende é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 19:10 di martedì 21 febbraio 2012.

Riforma fiscale: il governo taglia l'aliquota Irpef dal 23% al 20%?- 5 miliardi e mezzo, la metà del prodotto delle misure anti evasione fiscale, potrebbero essere utilizzati dal governo Monti per abbassare l’aliquota per i redditi più bassi, quelli fra 7 mila e 15 mila euro. Questo riferiscono voci accreditate che hanno anticipato i contenuti di una prossima “mini riforma fiscale” presto all’esame del consiglio dei ministri. Sono due le ipotesi in campo: il taglio dal 23% al 20% dell’aliquota Irpef oppure la possibilità di maggiori detrazioni per i soggetti che rientrano in quella fascia di reddito. Sul piatto c’è la necessità, per rispettare gli impegni presi con la manovra Salva Italia, di intervenire sulle agevolazioni fiscali per gli altri contribuenti, tutti quelli sopra i 15 mila euro, e pare che al momento l’esecutivo sia di fronte ad un bivio: tagliare detrazioni e deduzioni oppure “cedere” all’aumento dell’Iva previsto da settembre con l’aliquota che dovrebbe arrivare al 23% dal 21% attuale. La misura è ritenuta “recessiva” anche da molti ministri, ma c’è la necessità di recuperare denaro per tenere in equilibrio (o meglio sarebbe da dire “per non farli sprofondare”) i conti dello Stato. Una soluzione che potrebbe essere adottata è quella dell’aumento dell’aliquota intermedia dal 10% al 12%, ma l’ipotesi che spaventa di più è proprio quella che porterebbe l’aliquota massima al 23% con ulteriore mezzo punto percentuale in più nel 2014. Per evitare questo salasso il governo deve reperire altrove 20 miliardi di euro (4 per il 2012, 16 per il 2013). Foto | © TM News Riforma fiscale: il governo taglia l'aliquota Irpef dal 23% al 20%? é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 16:45 di lunedì 20 febbraio 2012.

Bankitalia: "Finanziamenti per le imprese sempre più difficili"- Sul fatto che la nostra economia sia in crisi ci sono pochi dubbi, ma siamo già al cosiddetto credit crunch? Il drastico calo di offerta di prestiti per le imprese che favorisce la recessione viene paventato dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento all’Assiom Forex di Parma. Secondo il numero di Bankitalia è vero che la crisi ha ridotto di suo la domanda di finanziamenti da parte di piccole e medie imprese, ma soprattutto preoccupa un’altra constatazione: “le indagini svolte presso banche e imprese segnalano un irrigidimento nelle condizioni di offerta dei prestiti”. Secondo Visco è compito delle banche valutare “attentamente il merito di credito, senza far mancare il sostegno finanziario ai clienti solvibili e meritevoli”, ma che qualcosa cominci seriamente a non andare è evidente. Fino allo scorso novembre il credito erogato dalle banche italiane al settore privato non finanziario aveva continuato ad aumentare, ma da dicembre i prestiti alle imprese si sono contratti di circa 20 miliardi; l’entità della riduzione è molto elevata nel confronto storico. In base a dati preliminari, un’ulteriore, lieve, contrazione del credito si sarebbe verificata in gennaio. E per le famiglie? I dati sono meno allarmanti, ma anche lì c’è da segnalare un “leggero calo” a dicembre rispetto a novembre quando i numeri erano ancora in linea con il confronto storico. Bankitalia: "Finanziamenti per le imprese sempre più difficili" é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 19:04 di domenica 19 febbraio 2012.

Roma: Maxiconcorso per il Comune- Il posto fisso sarà pure monotono, come sostiene il presidente del consiglio Mario Monti, ma piace ancora parecchio agli italiani, almeno guardando alle cifre delle domande pervenute per il maxiconcorso organizzato dal Comune di Roma per assumere 1995 persone (con 22 differenti figure professionali) e che dopo due anni di rinvii e ritardi partirà il 21 febbraio prossimo con le prime prove di selezione. Sono ben 300 mila le persone che hanno fatto richiesta per partecipare, un numero imponente che rende l’operazione di selezione problematica e costosa. Il concorso è evidentemente afflitto da gigantismo e ha inevitabilmente provocato una serie di strascichi polemici già nella fase della sua prima organizzazione. A due anni dall’emissione del bando, nonostante il ricorso al Tar della società Selexi che ha contestato la procedura di assegnazione della gara per l’organizzazione del concorso, l’assessore al personale del comune di Roma, Enrico Cavallari, ha promesso che non ci saranno altri rinvii e che martedì prossimo gli aspiranti dipendenti potranno iniziare la lunga trafila che porterà (pochi) di loro a firmare un agognato contratto a tempo indeterminato. Questione di pochi anni, ma per un lavoro sicuro in tempi di crisi si fa questo ed altro. Roma: Maxiconcorso per il Comune é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 16:46 di sabato 18 febbraio 2012.

Quanto ci costerà l'ondata di freddo?- Finalmente qualche segnale positivo comincia ad arrivare, ma il freddo che ha attanagliato l’Italia fino a qualche giorno fa ha determinato uno dei periodi più rigidi che la storia recente ricordi. Nel mese di febbraio i consumi di gas sono saliti del 30% rispetto a gennaio. Ma quanto ci costa questo freddo? Chiaramente a fronte di temperature abbondantemente sotto zero o vicine allo zero in zone (basta pensare a Roma) non abitualmente colpite da questi grandi freddi aumenta la necessità di riscaldare le case. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori si è preso la briga di quantificare in almeno 150 metri cubi in più di gas consumato rispetto alla media nazionale registrata in passato se le temperature più basse dovessero protrarsi fino agli inizi di marzo. Ogni famiglia spenderà in media circa 135 euro in più per scaldarsi il che porterà ad una spesa media per il gas totale nel 2012 di 1411 euro, la più alta mai fatta registrare. C’è anche il rischio che nei prossimi mesi questo aumento della domanda determini un aumento del prezzo della materia prima che ha già ha cominciato a fare capolino sui mercati internazionali nella misura di un +10%/+15%, il rischio è che già nella bolletta trimestrale di primavera possa arrivare anche in bolletta. L’auspicio è che il governo, a fronte di questa situazione straordinaria, attui un meccanismo di tassazione progressiva andando a ridurre l’impatto fiscale che su ogni metro cubo oggi pesa per il 37% del prezzo contro il 20% della media europea, ma non essendo mai stato fatto niente del genere nemmeno per la benzina è difficile immaginare un intervento. Quanto ci costerà l'ondata di freddo? é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 20:45 di venerdì 17 febbraio 2012.

Canone Rai anche per le aziende (pure senza Tv)- Anche le aziende, dalle più grandi ai mini studi professionali, sono tenute al pagamento dell’abbonamento alla televisione. Ennesimo tentativo di recuperare più denaro per le casse della tv di Stato, stavolta sfruttando l’interpretazione estensiva del Regio Decreto numero 246 del 21 febbraio 1938. La legge che istituisce il pagamento della tassa sulla tv ha una formulazione che consente di includere anche un solo computer o dispositivo in grado di collegarsi ad internet potendo così (almeno teoricamente) essere utilizzato per guardare le trasmissioni Rai in diretta o nella formula on demand. Nei fatti è vero che un personal computer rientra negli “gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive a prescindere dalla qualità e dalla quantità del relativo utilizzo“, ma appare assolutamente pretestuoso, soprattutto dal punto di vista dei professionisti e delle piccole imprese che certo non passano il loro tempo a guardare la tv in ufficio. Beffa delle beffe la comunicazione inviata che intima il pagamento riferisce che nel Decreto Salva Italia è stato inserito l’obbligo di indicare il numero di abbonamento Rai all’interno della dichiarazione dei redditi, il canone diventa così un prelievo forzoso a tutti gli effetti e nemmeno così “esiguo” tenendo conto che sarebbe necessario sottoscrivere un abbonamento speciale che parte da 200,91 euro. Canone Rai anche per le aziende (pure senza Tv) é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 18:06 di venerdì 17 febbraio 2012.

Mutui: a gennaio i tassi salgono ancora- L’emissione del bollettino mensile dell’Abi porta una brutta notizia a quanti stanno pensando di recarsi in banca per cercare di farsi concede un mutuo per l’acquisto di un immobile o sono sottoposti alle variazioni legate ai mutui a tasso variabile. Il tasso d’interesse per i prestiti alle famiglie finalizzati all’acquisto delle abitazioni è salito al 4,15% dal 3,99% di dicembre. Secondo l’Abi la crescita “e‘ da attribuire, fra l’altro, anche a una maggiore quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso, passata nell’ultimo mese dal 37,6% al 39,2% (era 31,8% a ottobre)“. A gennaio, invece , il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti concessi, sia a famiglie che a società non finanziarie, è stato pari al 4,23%, mantenendosi stabile anche nel confronto con il valore di gennaio 2011. Va meglio per quanto riguarda i tassi praticati alle nuove operazioni: a gennaio 2012 il tasso per le società non finanziarie (privati e aziende) ha fatto registrare un livello pari al 3,95% contro il 4,18% di dicembre 2011. Mutui: a gennaio i tassi salgono ancora é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 15:27 di venerdì 17 febbraio 2012.

Corte dei Conti: "Evasione Iva al 36%"- La Corte dei Conti apre il suo anno giudiziario con una cerimonia che prevede l’intervento del Presidente Luigi Giampaolini, proprio da lui arrivano novità per nulla piacevoli sullo stato di salute del nostro paese da diversi punti di vista. Giampaolini parla apertamente di “corruzione, malaffare ed illegalità” come “fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese le cui dimensioni sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce”. Il riferimento è a tutte quelle pratiche che danneggiano la finanza pubblica, la più grave di queste è sicuramente l’evasione fiscale. Secondo la Corte è ragionevole “considerare come attendibili” quelle stime che misurano (pur in assenza di dati certi e con tutte le difficoltà connesse ad analizzare qualcosa di “sommerso” per definizione) il totale dell’evasione fiscale intorno ai 100-120 miliardi di euro l’anno. Un pozzo senza fondo di denaro che non finisce nelle casse dello Stato, che anche per questa ragione è in gravi difficoltà di fronte alla crisi finanziaria, che non dovrebbe mai smettere di allarmare. Giampaolino fa un chiaro riferimento ad una tassa tanto difficile da eludere per i singoli cittadini eppure tanto evasa allargando lo sguardo ad un contesto più ampio: l’Iva. L’imposta sul valore aggiunto secondo “analisi accurate condotte evidenziano per l’Italia un tax gap superiore al 36%, che risulta di gran lunga il più elevato tra i grandi paesi europei, con l’eccezione della Spagna, per la quale lo stesso rapporto supera il 39%”. L’Italia quasi ultima, come capita troppo spesso. Foto | © TM News Corte dei Conti: "Evasione Iva al 36%" é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 15:55 di giovedì 16 febbraio 2012.

Ecco l'ICI sui beni della Chiesa (e degli enti no profit)- Se per il Cardinal Bagnasco quella sulla tassazione dei beni immobiliari ecclesiastici era una polemica infondata, alla fine, dopo tante discussioni Mario Monti ha comunicato la svolta del suo Governo. L’annuncio è arrivato alla Commissione Ue: il premier italiano ha spiegato che un emendamento eliminerà “privilegi”. Per essere esentati dalla tassazione non sarà più sufficiente avere un immobile all’interno di una struttura religiosa. Se, di base, l’edificio religioso manterrà l’esenzione, l’emendamento prevede che il Fisco prenda in considerazione la destinazione prevalente. Secondo le prime analisi, questa svolta - che riguarderà tutti gli “enti non commerciali” - dovrebbe portare una maggiorazione degli introiti nelle casse dello stato pari a 100 milioni di euro. La Cei non si oppone alla cosa e Mario Monti incassa collaborazione anche dalle alte sfere vaticane, che domani incontrerà per celebrare la commemorazione dei Patti Lateranensi. Il portavoce della Conferenza episcopale, il monsignor Domenico Pompili ha commentato così: “Ogni intervento volto a introdurre chiarimenti alle formule vigenti sarà accolto con la massima attenzione e senso di responsabilità. Ci auguriamo che sia riconosciuto e tenuto nel debito conto il valore sociale del vasto mondo del no profit”. Già. Perché la novità riguarderà non solo i beni ecclesiastici, ma anche quelli di Onlus e associazioni no profit. Foto | © TM News Verranno dunque abrogate tutte le norme che prevedono l’esenzione per gli immobili che prevedano un’attività commerciale solo prevalente: sarà esentata solo la frazione di unità nella quale non si svolge un’attività di natura commerciale. Un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive stabilite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze verrà introdotto per definire il rapporto di proporzione fra le attività commerciali e quelle non commerciali esercitate all’interno del medesimo immobile. L’annuncio arriva soprattutto per evitare la decisione negativa in merito al contenzioso aperto contro l’Italia dalla Commissione europea, proprio per gli aiuti di Stato. Decisione che potrebbe imporre al nostro Paese di recuperare quanto non pagato dalla Chiesa negli ultimi anni. E non è detto che la modifica non arrivi la condanna per il periodo dal 2006 al 2011. Ecco l'ICI sui beni della Chiesa (e degli enti no profit) é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 20:00 di mercoledì 15 febbraio 2012.

Benzina: lo stillicidio dei "piccoli ritocchi"- Gli aumenti sono ormai quotidiani, tutti di piccola o piccolissima entità, ma stanno lentamente portando il prezzo dei carburanti al loro record di sempre: benzina, diesel e Gpl continuano a battere primati fino a qualche mese fa irraggiungibili. La situazione è allarmante perché avvengono come sempre in “sostanziale concerto” fra i vari marchi (che si alternano nell’aumentare i prezzi) e sono metabolizzati senza la reazione di alcuna autorità in grado di controllarne la congruità. La denuncia viene ribadita dal Movimento Difesa del Cittadino che cerca di accendere i riflettori su una situazione sempre più insostenibile per le famiglie gravate da aumenti a raffica di prezzi e tariffe: L’aumento del costo della benzina rappresenta in questo particolare momento uno dei costi più incisivi per le famiglie, infatti considerando anche il maltempo degli ultimi giorni, il maggiore consumo di gas e l’aumento del costo della spesa, si tratta di spese che gravano notevolmente sui consumatori. E’ da settimane ormai che assistiamo ogni giorno a un ”leggero rialzo” dei carburanti, ma la quota raggiunta di 1,745 euro al litro, rappresenta oltre che un record anche un vero e proprio abuso ai danni del cittadino. Il MDC ribadisce la necessità di fermare questo stillicidio: Siamo increduli di fronte a quest’aumento smisurato, è necessario porre un limite a questa situazione, non sono le nuove condizioni del mercato a giustificare la gara al rialzo, piuttosto è necessario invertire la rotta a favore di una concorrenza che sia realmente efficace e vantaggiosa per i cittadini, in particolare in un settore centrale per la nostra economia come quello dei trasporti Il governo, pure impegnato nelle liberalizzazioni, sembra essere sordo. Foto | Flickr CC Benzina: lo stillicidio dei "piccoli ritocchi" é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 16:49 di martedì 14 febbraio 2012.

Articolo 18: in quanti godono del diritto di reintegro?- L’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è ormai da anni al centro di una lotta ad intermittenza fra il governo di turno e i sindacati. Già durante la seconda legislatura con Silvio Berlusconi alla presidenza del consiglio (2001-2006) si è consumato a colpi di scioperi la battaglia fra l’esecutivo che avrebbe voluto abolirlo, salvo poi decidere di applicare soltanto alcune deroghe che di fatto lo lasciavano intatto, e le organizzazioni sindacali che lo hanno da sempre ritenuto “intangibile”. La difesa del diritto al reintegro sul posto di lavoro in caso di licenziamento riconosciuto come “privo di giusta causa” da un giudice è una battaglia ideologica o anche sostanziale? Sull’altare della flessibilità anche il governo Monti è pronto a sacrificare questa prerogativa dei lavoratori assunti in aziende con più di 15 dipendenti. Il motto è “spalmare i privilegi di pochi” trasformandoli in “diritti per tutti”, ma quanti sono i “pochi” che ancora godono di questa garanzia? Quanti sono i lavoratori per i quali l’imprenditore ha la necessità di passare attraverso il parere di un giudice per potersene liberare? Il primo dato da verificare è che, applicandosi soltanto alle imprese con più di 15 dipendenti l’articolo 18 riguarda “soltanto” il 3% delle aziende italiane. La conferma che la nostra economia si regge con il contributo di tante “piccole e medie imprese” sta anche in questi numeri: hanno più di 15 dipendenti all’incirca 156.500 imprese sulle 5,2 milioni attive in Italia. Questo non deve ingannare perché alla prova dei fatti i lavoratori che godono di questa tutela sono ben il 65,5% del totale, in altri termini sui 12 milioni fra operai e impiegati assunti si tratta di quasi 8 milioni di persone. Ma è vero che l’articolo 18 limita la “libertà di licenziamento“? Secondo le statistiche fornite dall’Istat la realtà appare molto diversa. Le 8651 cause con richiesta di reintegro verrebbero bocciate nel 44,8% dei casi in primo grado, nel 63,1% se ci si ferma al secondo grado. La gran parte delle controversie, per quanto costituiscano un “fastidio” per l’imprenditore, si risolvono dunque in favore di quest’ultimo. La CGIL, che è parte in causa, sostiene addirittura che negli ultimi 5 anni soltanto l’1% dei procedimenti ha poi portato al reintegro effettivo del lavoratore. L’impressione che tutta la diatriba sull’articolo 18, da entrambe le parti, sia più pretestuosa che altro sembra decisamente fondata. Foto | © TM News Articolo 18: in quanti godono del diritto di reintegro? é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 14:07 di lunedì 13 febbraio 2012.

Crollano le richieste di mutuo: -44% a gennaio- Cosa sta succedendo ai mutui in Italia? Difficile dirlo, ma c’è un dato che va innegabilmente registrato: la domanda è in pesante calo. Secondo il Crif nel mese di gennaio 2012 la richiesta è scesa del 44% rispetto allo stesso mese del 2011, prima dell’esplosione della crisi finanziaria, un dato in perfetta continuità con il -46% di novembre e l’altro -44% di dicembre. Questi numeri raccontano di un mercato immobiliare sostanzialmente fermo, ma probabilmente anche delle difficoltà delle famiglie di rispondere ai criteri delle banche (divenuti improvvisamente più rigidi) per la concessione dei mutui. In un momento di grave difficoltà economica, con i prezzi delle case che sono mantenuti artificiosamente alti da pretese di proprietari a caccia dell’affare, rispettare il limite (questo sì ragionevole) secondo il quale non si può sottoscrivere un mutuo se la rata finisce per coprire più del 30% del reddito disponibile mensile è sempre più difficile. La dimostrazione più lampante di questi problemi è il progressivo calo del valore dei mutui concessi, anche in proporzione al prezzo effettivo dell’immobile. Sono lontani i tempi in cui il mutuo copriva il 70%, l’80% del prezzo pagato e il valore attuale è tornato ad essere quello dalla media del 2009: circa 134 mila euro. Crollano le richieste di mutuo: -44% a gennaio é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 13:27 di venerdì 10 febbraio 2012.

Prezzo benzina: altri aumenti, vicina la soglia di 1,9 al litro- La domanda: “Fra quanto la benzina arriverà a 2 euro per litro?” non può ancora avere una risposta, ma comincia a mancare davvero poco. Gli italiani farebbero bene a preoccuparsi per il raggiungimento di un’altra soglia ormai davvero prossima, quella dell’1,9 euro per litro. Le fluttuazioni delle quotazioni internazionali hanno visto negli ultimi 15 giorni un aumento del prezzo del gasolio all’ingrosso, ma la benzina è rimasta sulla carta stabile. Come sempre i limiti della conoscenza di tutti i meccanismi di formazione del prezzo (che malignamente potremmo definire “volutamente oscuri”) rimangono tali visto che un po’ tutte le compagnie italiane hanno visto crescere i loro prezzi alla pompa. Le differenze fra i tanti diversi marchi sono sempre poche, gli aumenti hanno una sequenzialità a cascata davvero sospetta. Fatto sta che Eni ed Esso hanno fatto crescere i loro prezzi di 0,6 cent per litro e 1 centesimo tondo rispettivamente con l’effetto di portare il prezzo nelle regioni con tassazione più elevata (quelle del Centro in particolare) vicinissima a 1,87 al litro per la benzina e 1,77 per il diesel. La media nazionale è “ferma”, si fa per dire a 1,79 euro per la benzina e 1,73 per il diesel. Al momento risultano leggermente più convenienti IP e Q8 (ma occhio sempre ai prezzi, può fare molta differenza fare rifornimento da un gestore rispetto che da un altro). Nel dettaglio, almeno guardando le medie nazionali secondo il Quotidiano Energia, il prezzo medio praticato della benzina in modalità servito va oggi dall’1,782 euro/litro degli impianti Q8 all’1,793 di quelli Tamoil (pompe bianche ancora in salita a 1.713). Per quanto riguarda il diesel si passa dall’1,723 euro/litro di IP all’1,734 di Tamoil (con i no-logo a 1,640) mentre il Gpl è arrivato a costare tra i 0,763 euro/litro di Shell e lo 0,776 di Q8 (no-logo a 0,736). Foto | © TM News Prezzo benzina: altri aumenti, vicina la soglia di 1,9 al litro é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 16:43 di giovedì 09 febbraio 2012.

Prestiti e mutui: tassi cresciuti a dicembre, erogazioni in calo- I dati di dicembre parlano chiaro: nell’ultimo mese del 2011 si è ridotta la crescita dei prestiti erogati mentre sono cresciuti i tassi d’interesse. I due elementi sono collegati? In parte, fatto sta che la minor richiesta di credito da parte di famiglie e aziende può essere interpretato come un segnale positivo rispetto al periodo di difficoltà che il nostro paese sta attraverso, diversa la valutazione quando dobbiamo prendere atto dell’ennesima crescita (almeno nel periodo recente) dei tassi per i prestiti che come di consueto non trova un’esatta rispondenza nella crescita dei rendimenti dei depositi. Non è una novità, ma i freddi numeri raccontano una realtà che conferma le ragioni del “fastidio” dei cittadini nei confronti delle banche, sempre più percepite come approfittatici e di nessun sostegno per l’economia e per le famiglie in questo periodo di gravi difficoltà. Venendo ai dati Bankitalia ha rilevato un netto rallentamento nel tasso di crescita dei prestiti concessi (+2,3% rispetto al +3,5% di novembre) che coinvolge sia le aziende (+2,6% rispetto al 4,4%) che le famiglie (+3,4 contro il +3,9%) Nel contempo i tassi d’interesse richiesti dagli istituto di credito sono passati al 4,18% dal 3,86% di novembre per le famiglie, al 4,26% dal 3,98% per i mutui e al 9,11 dal 9,07 per il cosiddetto credito al consumo. Come anticipato salgono anche i tassi sui depositi, ma si tratta di una crescita irrisoria (dall’1,05% al 1,08%) mentre per quanto riguarda quei depositi vincolati sullo stile di quelli offerti da banche come WeBank e ING Direct la salita del rendimento è più marcata: dal 2,62% al 2,88%. Per quanto riguarda gli altri numeri diffusi da Bankitalia due piccole “buone notizie”: rimane stabile al 22,2% il tasso di crescita delle sofferenze mentre rallenta leggermente la diminuzione dei depositi dei privati che si attesta ad un -0,5% contro il -0,7% di novembre. Prestiti e mutui: tassi cresciuti a dicembre, erogazioni in calo é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 13:23 di mercoledì 08 febbraio 2012.

Certificazione energetica, è obbligatoria, ma in pochi ce l'hanno- Dal gennaio 2012 non si scappa. La certificazione energetica per gli immobili è divenuta obbligatoria, ma la risposta dei cittadini è ancora ampiamente insufficiente. Per mettere in vendita o in affitto un appartamento i proprietari dovrebbero essere in grado di fornire l’indicazione all’acquirente o al locatario sulla categoria energetica, un obbligo che rimane sulla carta perché al momento soltanto la regione Lombardia ha stabilito delle sanzioni (nella misura di 5000 euro, ma verranno applicate?) per i “trasgressori”. Per il momento, almeno stando all’analisi di Immobiliare.it, soltanto il 12,7% degli annunci presenti nei database contiene l’indicazione della certificazione energetica, una crescita notevole rispetto a quel 4,7% di inizio gennaio (quando la certificazione era ancora facoltativa e costituiva un’informazione in più per gli acquirenti), ma non ancora sufficiente e in grado di rendere evidente le difficoltà e le resistenze ad adeguarsi in tal senso da parte dei proprietari. Come di consueto sul territorio le risposte sono diverse. Mentre al Sud gli annunci dotati dell’indicazione sono soltanto il 3,8% al Nord Est questa percentuale sale fino ad un passo dal 19%, troppo poco ma comunque meglio del Nord Ovest (15,6%) e del Centro Italia (8,8%). La città più virtuosa è Bolzano con il 25,6%, ma se persino i diligenti altoatesini si fermano ad un annuncio su 4 che rispetta la legge è facile immaginare (al di là degli stereotipi) quando sia difficile per il resto d’Italia adeguarsi rapidamente. La situazione è particolarmente complessa per quanto riguarda gli annunci di vendite e locazioni gestite direttamente da privati senza l’intermediazione di un’agenzia immobiliare: in quei casi soltanto l’1,5% è in grado di chiarire a quale categoria energetica appartenga l’appartamento o più in generale l’immobile. Certificazione energetica, è obbligatoria, ma in pochi ce l'hanno é stato pubblicato su Soldiblog.it alle 16:35 di martedì 07 febbraio 2012.
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