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E' legale scrivere sms alla guida, ma devono essere corretti- La scena inizia con un ragazzo che impreca. L'inquadratura si alza e si capisce che il protagonista è un ragazzo che è seduto al posto di guida di una auto con al suo fianco un istruttore di guida. Al giovane è stato appena riferito che una nuova legge del governo Belga prevede che sia possibile scrivere e inviare sms mentre si guida, ma i messaggi devono essere corretti sia grammaticamente che sintatticamente.
Il giovane trattiene una risatina. L'istruttore, un attore, dice che non è una sua invenzione e consegna allo studente un plico di fogli con la documentazione della legge. Deve essere tutto sufficientemente realistico, perchè il ragazzo reagisce come se capisse che sarà parte del suo test d'esame. Un commento sulla difficolta "Cosi un sacco di persone andranno a sbattere", una panoramica sulla strada di fronte all'auto, piena di birilli... e il test inizia.
E' la scena di un video educativo che è stato realizzato da una organizzazione chiamata Responsible Young Drivers e vuole essere veicolo del messaggio che è pericoloso scrivere messaggi mentre si è alla guida.
E cosi è nato l'esperimento. Delle videocamere sono state piazzate sulle strade vicino ad una scuola e dentro l'auto dove l'attore, finto istruttore, attende gli studenti con la notizia della nuova legge. Il risultato di questo esperimento è un sacco di frenate e violenti cambi di direzione visibili da fuori, e numerosi biiiiiip a coprire il torrente di commenti dentro l'auto.
Il video, caricato su YouTube, è stato visto oltre 12 milioni di volte e gli autori hanno gia ricevuto chiamate per effettuare esprimenti analoghi anche in altri paesi in Europa, Africa e Cina.

Chicago: Professori controllano attività sui social network- Una scuola superiore nella periferia di Chicago ha mandato su tutte le furie una mamma, dopo che la figlia è tornata a casa e ha raccontato che i dirigenti della scuola, l'hanno costretta ad effettuare un login su Facebook in modo da poter controllare le attività online della ragazza.
La sfuriata di questa mamma è arrivata fino alla prima pagina di MSNBC.com, dove la donna ha dichiarato che i dirigenti della scuola le hanno detto che sono operazioni che regolermente fanno. E' uso comune che la preside e i suoi sottoposti controllino i social media e che addirittura chiedano agli studenti di sbloccare i loro smart phone, tutto nel nome della protezione dell'ambiene didattico.
Nel libretto della scuola per gli studenti, distribuito in formato pdf dalla Geneva Middle School South di Geneva in Illinois, a pagina 10 si descrive i record temporanei, delle sorte di sociotabulati che la scuola può decidere di raccogliere per tenere uno storico delle attività sociali dello studente. I genitori possono, in ogni momento, chiedere di vedere e copiare il contenuto di questo file.
La mamma si è molto indignata perchè la figlia è rimasta molto turbata e imbarazzata da questa violazione di uno spazio che riteneva privato. La direttrice della scuola ha precisato che non chiedono mai le password ai loro studenti. Loro chiedono solamente il permesso di consultare le attività sui social network. Per chi si rifiuta, viene inviata una comunicazione ai genitori.

Diablo III, 12 anni di attesa, ma il lancio funestato da problemi- Orde di giocatori indemoniati hanno atteso per ben 12 anni. Ma la loro attesa è stata funestata da numerosi problemi ai server, che hanno mandato alle stelle la frustrazione dei giocatori.
Il mondo dei gamers era frizzante per l'attesa. Perchè l'ultima versione del gioco ammazzademoni risale a ben 12 anni fa, tempi lunghissimi se si parla di giochi e se si pensa che in generale i giochi più giocati hanno degli update regolari.
Ma il problema è che i server disponibili al momento del lancio, lo scorso martedi alla mezzanotte, non sono riusciti a sostenere il traffico che i numerosi giocatori hanno creato. E questi giocatori si sono riversati sui social network per sfogare la loro frustrazione.
I gamers che attendevano di uccidere mostri online, hanno invece ricevuto un "Error 37" che li avvisava della momentanea impossibilità a connettersi ai server a causa dell'eccesivo traffico verso i server della Blizzard Entetrainment.
Il problema, per quanto riguarda la regione Europea, è si è verificato inizialmente verso le 3 di notte ed è rimasto per gran parte della giornata di mercoledi. La Blizzard ha risposto ai numerosi post su Twitter tranquillizando i giocatori. "Sappiamo bene che ci sono giocatori che non riescono a connettersi o a rimenere connessi ai server. Stiamo inbvestigando".
Erano almeno in 1500 i fan che si sono trovati martedi notte in un centro commerciale a pochi metri dalla sede della Blizzard per il lancio del gioco tanto atteso. Alcuni sono poi andati alla Blizzard per farsi autografare la propria copia dagli sviluppatori. Scene simili si nono viste anche in altre parti del mondo. Secondo gli esperti del mercato, Diablo III ha tutte le certe in regola per arrivare a vendere oltre 4 milioni di copie.

Google vs. Oracle, si gioca con la terminologia- Il legale Robert Van Nest ha fatto l'arringa finale nel processo che vede Google accusata di violazione di alcuni brevetti detenuti da Oracle. L'avvocato ha parlato per conto dell'azienda con sede a Mountain View e ha iniziando ricordando a tutti i membi della giuria che "questa causa non ha nulla a che vedere con Java contro Android."
Con questa premessa in testa, Van Nest ha quindi elencato i tre capisaldi della difesa di Google per questo caso:
- Google ha apportato sensibili modifiche per Android, senza avere alcuna specifica conoscenza del portfolio brevetti della Sun Microsistem
- La Virtual Machine di Android non viola il brevetto RE38,104
- Il tool dx di Android non viola il brevetto 6061,520
"Non c'è il minimo elemento di prova che il team di progettazione di Google sapesse o avesse mai visto questi brevetti" ha detto Van Nest, agiungendo che Oracle ha ammesso durante il processo di non aver mai fatto menzione di questi brevetti con qualcuno di Google, non prima di aver avviato la causa nel luglio del 2010.
Van Nest ha asserito che il brevetto 104 richiede che si faccia riferimento simbolico nelle istruzioni, chiarendo che "Android non ha mai usato riferimenti simbolici, ma riferimenti numerici." Questa causa ha gia palesato più volte come la terminologia sia facilmente interpretabile e manipolabile da entrambi le parti.
Un altro esempio è legato al brevetto 520. Van Nest ha spiegato come tutti i periti chiamati a testimoniare abbiano detto che tutti i passaggi del metodo devono essere presenti, inclusa la simulazione del bytecode. Ha quindi fatto notare che Android non ha implementato tale simulazione, come dichiara Oracle, ma un confronto di modelli.

Libertà su Internet. Il Sindaco di Firenze eviti di minacciare querele...- Il sindaco di Firenze Matteo Renzi annuncia di voler querelare chi, su Twitter, riproduce la notizia secondo cui avrebbe preso soldi da Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita indagato per aver rubato milioni di euro provenienti dai rimborsi elettorali ai partiti politici.
Ci sentiamo di fare alcune considerazioni. Per prima cosa, non ci si puo' riempire la bocca sulla libertà di espressione su Internet, e poi pensare che il libero pensiero degli utenti (anche in forma così sintetica come su Twitter) possa essere oggetto di azione penale. Un uomo pubblico che querela per diffamazione sottolinea solo la sua debolezza e insicurezza. Soprattutto perché in questo caso, gli utenti di Twitter non sono certo la fonte della notizia. Il cittadino che scrive su Twitter che Renzi ha preso soldi da Lusi si limita di tutta evidenza a riportare quanto scritto da molti quotidiani. Semmai dovrebbe querelare questi ultimi, e non certo i singoli cittadini che discutono liberamente di una notizia, vera o falsa che sia.
È purtroppo una brutta abitudine della nostra classe politica, e non solo, quella di minacciare querele a destra e a manca per mettere a tacere cose non gradite, vere o false che siano. Piuttosto che utilizzare la parola e i fatti per convincere il pubblico - in fondo, dovrebbe essere proprio questa la qualità essenziale della Politica - si preferisce zittire con minacce di azioni legali, multe e risarcimenti.
Non si è mai sentito, ad esempio, che il Presidente degli Usa Obama, anche prima di essere eletto a tale carica, querelasse qualcuno nonostante le falsità su di lui proferite dai suoi oppositori. Falsità che sono ben più infamanti di quelle per le quali oggi il Sindaco Renzi minaccia. Né che un importante Sindaco di New York, come Bloomberg, minacci querele ogni volta che su di lui girano voci calunniose. Le falsità e le forzature sono parte del dibattito politico in una democrazia, come il Sindaco sa benissimo, e nellambito politico dovrebbero rimanere ed essere sconfitte.
Per questi motivi, agli eventuali querelati, l'Aduc mette a disposizione la propria assistenza. Come sempre facciamo ogniqualvolta vi sia un attacco alla libertà di espressione su Internet.

Reti wireless aperte, chi è responsabile delle violazioni?- A seconda di chi difendono, i legali in giro per il mondo hanno preso posizioni differenti sulla questione delle responsabilità legate a chi tiene rete WiFi non protette.
Recentemente i router wireless, il principale dispositivo responsabile per questo tipo di problemi, è diventato campo di battaglia legale per i legali che si occupano di problematiche di file sharing e violazioni dei diriti d'autore. La questione è piuttosto semplice. Se una persona usa una rete wi-fi aperta per condividere file proteti da copyright, chi è da ritenere responsabile? Solo chi ha condiviso i file, solo chi ha lasciato aperta la rete wi-fi o entrambi?
In una causa che ha esaminato tutte le regole presenti nell'Unione Europea, un tribunale ha chiarito come si intende procedere in Finlandia. Il tribunale ha deciso che chi ha una rete wireless e la lascia aperta, non può essere ritenuto responsabile per eventuali violazioni delle leggi sul diritto d'autore perpetrate da terze parti.
Mentre questo verdetto sarà sicuramente visto con grande entusiasmo dagli attivisti di internet e dagli Internt Service Provider, è comunque possibile che ci siano ricorsi in appello. Ad ogni modo considerato che in molte cause, si stà cercando di ottenere le identità legate a chi ha condiviso file, c'è da essere confidenti che in molti tra coloro che verranno chiamati in giudizio si ricorderanno che la loro wireless non era solo aperta, era spalancata.

Google e i vari problemi sulla privacy- Sta cominciando a diventare complicato ignorare la lunga sequenza di passi falsi che Google ha commesso nell'ambito della privacy. Il gigante di Mountain View ha più volte solleticato la curiosità della Federal Communications Commission con mail salvate, storici delle pagine visitate memorizzati e anche password di segnali Wi-Fi intercettati dai veicoli usati per fotografare le strade del mondo per il programma Street View.
E' di poco tempo fa l'accusa di aver deliberatamente violato i setting per la privacy del browser Safari per i device della concorrente Apple, tenendosi aperta una porta che le permetteva di sbirciare il comportamento online degli utenti di iPad e iPhone. Questo potrebbe dare qualche gatta da pelare a Google, perchè con questa furbata rischia di avr violato un accordo che Google stessa aveva concordato durante un precedente processo federale, nel quale si era imposta di di non dare interpretazioni arbitrarie delle leggi sulla privacy in futuro.
Come se non bastasse, è del primo di marzo la notizia che Google raccoglierà le informazioni sulle attività dei propri utenti su mail, documenti, e altri gli servizi offerti da gigante di ricerca.
"Google ritiene che le leggi e le richieste di autorizzazione siano solamente un impedimento lungo il cammino che sta percorrendo per rendere il mondo un posto migliore" ha detto Scott Cleland, un assiduo critico di Google e di gran parte delle sue 'trovate'.

Google è confidente, regolamentare i risultati viola il primo emendamento- Un parere legale, richiesto e finanziato da Google, ha sancito che una eventuale legge che dovesse regolamentare i risultati dei motori di ricerca sarebbe incostituzionale poiché andrebbe in violazione del primo emendamento.
Scritto da alcuni eminenti esperti di diritto costituzionale, la "Protezione del Primo Emandamento per i risultati dei motori di ricerca" ha concluso che i risultati delle ricerche fatte sui motori di ricerca sono come l'indice dei giornali e delle riviste.
Quando si parla di riviste, gli articoli vengono selezionati da persone. Quando invece si parla dei risultati di una ricerca, i singoli elementi vengono scelti da un algoritmo. Ma questo algoritmo è stato ideato, creato e viene manutenuto da persone umane che applicano un metodo del tutto simile a quello che il direttore editoriale usa per la scelta degli articoli.
Cosi come il direttore di un giornale decide quali articoli andranno nella prossima edizione del giornale e ordina gli articoli per importanza, anche i motori di ricerca possono scegliere quali risultati considerare e anche scegliere quali risultati finiscono in prima pagina.
Ovviamente Google si sta mettendo al riparo, tutti sanno che il gigante dei motori di ricerca si diverte a mettere un po le mani nei risultati delle proprie ricerche. Rimane da capire come farà poi Google a gestire i propri utenti arrabbiati per il ranking. Se prima la 'scusa' era "Ci dispiace, il nostro algoritmo vi ha dato la posizione che vi meritate", ora la risposta potrebbe essere la molto meno elegante "Scusate, ma non ci piacete". Ma il risultato di questa perizia legale rende Google confidente.

Bing copia Google ma forse lo fa meglio- "Il 90 percento delle persone si consulta con un esperto o con un amico prima di prendere una decisione" con questa frase Microsoft ha aperto la presentazione per le modifiche che ha apportato, o apporterà a breve, a Bing.
Il concetto non è nuovo, suona molto simile a quello che Google ha messo in campo quando ha introdotto Search Plus Your World e ha iniziato a affiancare alle normali ricerche anche dati provenienti dal suo social network. Microsoft però ha intenzione di fare le cose in maniera leggermente differente: include quelli che chiama 'social data' prendendoli da Facebook, Twitter, Googl+, Blogger e, presto, anche LinkedIn, Quora e FourSquare. L'idea è semplice, i dati prodotti da Bing saranno sicuramente molto più rivelanti di quelli prodotti da Google, semplicemente perché includono molti più social network, ma soprattutto non fanno alcun tipo di filtro.
Il nuovo Bing sarà composto da 3 pannelli: una prima sezione con i risultati della ricerca, uno snapshot che in realtà non è ancora presente ma verrà aggiunto tra poco, una parte sociale e una barra laterale che sembra uscita dritta dritta da Windows 8. Microsoft ha battezzato le tre sezioni "Search Knows", "Bing Knows" e "Friend Know" per delineare come i risultati provengano da tre contesti diversi.
Microsoft è molto confidente, alcuni studi condotti dal gigante di Redmond hanno infatti evidenziato come la popolarità di Bing sia cresciuta dal 27% del primo trimestre 2011 al 34% dello stesso periodo di quest'anno.

The Pirate Bay e le pene inflitte ai suoi fondatori- Dopo un lungo processo cominciato con i raid della polizia nel 2006, un processo, un verdetto di colpevolezza nel 2009 e i successivi appelli, è arrivato ora il momento per i fondatori di The Pirate Bay di scontare la loro pena.
Per uno di loro, il businessman Carl Lundström, il cammino è piuttosto chiaro. Secondo quanto sentenziato, arresti domiciliari nel suo appartamento a Stoccolma, con la compagnia del braccialetto elettronico. Per gli altri tre invece, Peter Sunde, Gottfrid Svartholm e Fredrik Neik, rimangono alcuni punti da chiarire.
Per Peter Sunde era previsto l'inizio del suo periodo di detenzione di 8 mesi lo scorso mercoledi presso il centro di Västervik Norra. Ma sembra che non durerà a lungo. Sunde infatti avrebbe fatto richiesta di grazia al governo svedese, chiedendo clemenza per motivi di salute e perchè seriamente preoccupato per il futuro del suo business, Flattr.
"L'idea per la società è venuta proprio a Peter e lui si sente molto responsabile" ha scritto il portavoce di Sunde nella documentazione per la grazia. "E' stato il nome riconoscibile e la reputazione del trentatreenne" continua la richiesta "che ha aiutato Flattr ad ottenere il successo sul mercato che ha. Una presenza che la società ha la necessità di mantenere per poter continuare a crescere."
Gottfrid Svartholm avrebbe dovuto iniziare il suo anno di prigione lo scorso 2 gennaio, ma Gottfrid si è reso introvabile. Gli era stata data la possibilità di costituirsi entro il 18 aprile, ma ovviamente non si è fatto vedere.
In aggiunta alle pene detentive, i fondatori di The pirate Bay devono anche un risarcimento di 11 milioni di dollari.
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Get My Videos Back 1.3.0.1- Siamo abituati a pensare ai supporti ottici come a qualcosa di definitivo, di eterno, di sicuro. Purtroppo non è così, e siamo certi che qualcuno di voi ha provato la brutta esperienza di perdere file video o audio cui teneva particolarmente a causa di un disco graffiato o danneggiato.
Con Get My Videos Back avete la possibilità di tentare un salvataggio in extremis, cioè di recuperare dal supporto tutti i dati leggibili e ricostruire un file funzionante.
Supporta diversi tipi di file video e audio, tra cui AVI, MKV, MP3, MPG, WMV.
Non vi arrendete, almeno provateci !

WinMend File Copy 1.3.7.0- C'è una combinazione esplosiva di elementi, con la quale ogni giorno mettiamo a repentaglio la nostra salute (mentale): file di dimensioni gigantesche, diversi PC, trasferimenti continui degli uni negli altri in molteplici direzioni.
Mai successo che dopo molto tempo e molti trasferimenti qualcosa non funzionasse, o perché avete dimenticato quali dati erano già stati copiati, o perché qualcuno conteneva errori e si è bloccato tutto il processo?
WinMend File Copy può esservi d'aiuto, semplificando il processo di copia, rendendolo più veloce, consentendovi di metterlo in pausa e di riavviarlo, non bloccando tutto a causa di un solo errore, ma portando a termine il compito per poi consentirvi di fare le vostre verifiche.
Da provare !

KeePass 2.15- Ogni utente è ormai abituato che, ad ogni servizio a cui vuole accedere, deve creare una password e ovviamente ricordarla. In generale si deve effettuare una scelta tra la sicurezza/complessità e la facilità nel ricordare che porta a comportamenti assolutamente non consigliabili come la selezione di frasi/parole semplici (date di nascita, nomi...) o addirittura un'unica o comunque poche poche password rispetto al numero di servizi che ne richiedono una.
Ecco quindi l'utilità di un software come Keepass, che aiuta a gestire e generare password in maniera sicura. Innanzitutto il programma permette la creazione di un database criptato, dove vengono memorizzate le varie frasi, con una master key o key-file utilizzando gli algoritmi più sicuri attualmente AES e Twofish. Vengono criptati anche gli id, e sono supportati i campi temporali come la data di creazione, modifica, ultimo accesso e di scadenza. Sempre per quanto riguarda la gestione, l'utente ha la possibilità di creare gruppi, una buona funzione di ricerca, una clipboard per facili drag&drop e di esportare/importare liste da file comuni come txt e CSV.
Keepass dispone di un robusto generatore random per la creazione di password complesse, attraverso la registrazione delle digitazioni sulla tastiera e i movimenti del mouse per la creazioni di semi pseudo-casuali.
In ultimo il software è presente anche in versione portable (link alternativi), può essere quindi portato su chiavetta usb o altro supporto removibile di nostra scelta.
Ai link alternativi è presente anche un collegamento alle istruzioni per l'installazione su sistemi linux e mac.

FotoSketcher 2.10- A volte cercando il tutto si finisce per avere troppo senza ottenere il necessario.
Bene, dopo questa mini lezione di filosofia spicciola, e con la speranza di aver destato curiosità e attenzione, cerchiamo di spiegarci meglio.
I programmatori approfittando della sempre maggiore potenza e velocità di elaborazione che le odierne macchine elettroniche forniscono, arricchiscono i loro software dotandoli di un numero di funzioni che a volte tende all'infinito, tanto che un normale essere umano ne conosce mediamente il 20%. In questo eccesso di possibilità, a volte non si riesce neanche a trovare ciò che desideriamo, il che rende evidentemente inutile gli sforzi, sia da parte di chi realizza un programma, sia da parte dell'utente.
È in casi come questo che si riescono ad apprezzare i piccoli software come FotoSketcher, un semplice editor che trasforma le immagini in schizzi a matita o a china, dipinti ad olio o acquerelli, dandovi la possibilità di personalizzare i parametri per ottenere l'effetto desiderato. Tutto in pochi semplici passaggi e in pochi secondi, e con buoni risultati. Nei link alternativi trovate anche la versione Portable, utilissima per arricchire la vostra dotazione di software da avere sempre a portata di mano sulla pen drive.
Da provare !

Any Weblock 1.1.0- Internet è visto dalla maggior parte degli utenti come un mondo a parte, dove l'unica regola che vige è l'assenza di regole e la libertà assoluta, incomprimibile e intoccabile. Probabilmente è solo un'illusione, forse un'utopia; non vogliamo oggi avviare un dibattito, ma solo proporre uno strumento a chi ritiene che, laddove il mondo virtuale viene ad interagire con quello reale, è necessario porre dei limiti, delle regole, dei paletti.
Parliamo, in particolare, dell'opportunità di impedire o limitare l'accesso a determinati siti da parte dei propri dipendenti (sui PC aziendali e in orario di lavoro) o dei minorenni.
Con Any Weblock sarà possibile farlo in maniera semplice ed efficace per tutti i browser, senza che si debbano impostarne singolarmente le opzioni. È possibile anche utilizzare delle blacklist pubbliche, alcune delle quali sono a pagamento.

Virtual CloneDrive 5.4.5.0- Virtual CloneDrive è un programma che aggiunge al vostro PC un lettore di file immagine; si tratta di quei file (ISO, BIN, CCD) che rappresentano virtualmente un supporto ottico, un CD, un DVD. Questo software è il lettore virtuale che consente di aprire i file immagine per esplorarne il contenuto senza la necessità di masterizzarli.
Questa funzione è generalmente presente in alcune suite di masterizzazione a pagamento, ma siamo sicuri che di Virtual CloneDrive apprezzerete la gratuità.
Particolarmente utile a chi raccoglie molti di questi file ma dimentica di dare loro un nome esplicativo !

Double Driver 4.1- Negli ultimi anni le aziende che producono computer, non forniscono più un cd con i driver, ma solo una partizione sul disco fisso per il ripristino del sistema a condizione di fabbrica, ciò ha forzato molti utenti a dover spulciare i siti ufficiali per scaricarli e salvarli manualmente su disco.
Questo problema, cioè da dove reperire, come mantenere aggiornati i driver ecc... comporta una serie di operazioni piuttosto noiose, quindi si è alla ricerca di un qualche aiuto che automatizzi il processo.
Double Driver è un'ottima soluzione poichè in maniera molto semplice analizza il sistema ed elenca le periferiche e i driver necessari. La funzione più interessante riguarda la possibilità di fare dei backup dall'installazione di windows esistente, anche nel caso fosse corrotta, creando archivi auto-estraenti e permettendo quindi un facile recupero, ad esempio in seguito ad una formattazione.
Il programma si presenta sia con interfaccia grafica che come comandi eseguibili dal prompt, inoltre non necessita di installazione (portable).

Ashampoo Burning Studio Free 6.80- Per qualunque scopo si utilizzi il PC, prima o poi si presenta la necessità di archiviare dati o realizzare supporti multimediali, audio o video. Esistono molti software, anche gratuiti, che possono servire a raggiungere uno di questi obiettivi. Non molti, tra i gratuiti, sono costruiti in modo tale da offrire un'ampia gamma di possibilità, e non molti lo fanno in maniera semplice ed accessibile anche a chi con i computer di solito ci litiga...
Ashampoo Burning Studio Free appartiene a quella categoria di programmi gratuiti che sembrano essere fatti apposta per semplificare la vita degli informatici meno smaliziati, ma troverà di sicuro degli estimatori anche tra quelli più esperti.
N.B. Il programma d'installazione prevede l'inserimento di una Toolbar; potete evitarlo personalizzando l'installazione.

Excelsior Installer 2.1- Come utenti siamo abituati ad installare i programmi di nostro interesse attraverso una serie di passaggi, in cui, ad esempio, ci viene chiesto di accettare la licenza, in quale cartella far risiedere il programma, ecc.. fino all'installazione vera e propria.
Excelsior Installer ha la scopo di aiutare gli sviluppatori nel creare questa sequenza, mirando alla facilità e semplicità d'utilizzo e rendendo, quindi, veloce quest'operazione. Si basa tutto su un wizard, che guida l'utente passo a passo, mettendo a disposizione delle opzioni e dei valori preimpostati comuni, che, nel caso migliore, portano alla conclusione con pochissimi click di mouse. Il software produce come output file eseguibili con estensione exe, con una buona compressione dei dati in modo da rendere necessario l'uso di altri applicativi. Al fine di garantire la compatibilità e la portabilità Excelsior, pur utilizzando di default il proprio formato, può esportare il set di scripts, costituenti l'installer, per poter essere compilati in NSIS (Nullsoft Scriptable Installation System).

iCopy 1.48- L'estrema versatilità dei PC crea a volte l'illusione che con la macchina giusta e le periferiche appropriate si possano sostituire infinite apparecchiature specifiche. A nessuno di voi è mai capitato di pensare: Non compro la fotocopiatrice, ho un ottimo scanner ed un'eccellente stampante? All'atto pratico, però, la maggior parte delle volte succede che ci si trova di fronte ad un'operazione complessa da fare: acquisire l'immagine con lo scanner, dopo aver impostato la qualità in tutti i parametri possibili e immaginabili; poi salvare l'immagine; poi stamparla, spiegando alla stampante come fare.... poi andare in copisteria e farsi fare una fotocopia !
Cosa è successo? È mancato quel collegamento tra scanner e stampante che consentisse al computer di emulare davvero una fotocopiatrice.
Con iCopy, il programma freeware che stiamo sottoponendo alla vostra attenzione, questo problema è risolto: il software si occuperà dell'intero processo, dall'acquisizione alla stampa, consentendovi di impostare le vostre preferenze e semplificandovi la vita.
Verificate sul sito quali scanner sono supportati.
Tra i link alternativi la versione che non richiede installazione.
N.B. Richiede Microsoft .NET Framework 2.0 o versioni successive.
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